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B&B SOGNI D'ORO

B&B SOGNI D'ORO "TERRE DI CALABRITTO"
Tranquillità, ambiente incontaminato, ospitalità, ... per una vacanza indimenticabile

DA VISITARE

  • Pubblicato il: 05/06/2015
  • Scritto da: ADMIN

Santuario della Madonna della Neve

Alle pendici del monte Altillo a 948 metri d’altezza, immerso tra decine di ettari di castagneti. Al suo interno è venerata la statua della Madonna della Neve, protettrice di Calabritto. La leggenda racconta che fu la Vergine Maria, sollecitata dai fedeli, ad indicare il luogo dove edificare la chiesa, con una straordinaria nevicata che avvenne in piena estate, il 5 agosto, giorno in cui da secoli si omaggia a Calabritto la Madonna della Neve. La chiesa, invece, è stata costruita intorno al 1400 ed è formata da tre navate. In fondo c’è l’imponente abside in legno che custodisce la statua della Madonna. 

All’interno della Chiesa da vedere: il portale settecentesco appartenente alla Chiesa di San Michele, distrutta dal terremoto del 1980; l’antica statua, probabilmente risalente al 1200, della Madonna dell’Alta Sede, con la vergine seduta sul trono secondo il filone rappresentativo del “Trionfo di Maria”, che ha caratterizzato l’arte sacra tra il 1000 e il 1300; infine il fucile che un brigante lasciò in dono alla Madonna della Neve dopo che lo stesso tentò di rubarle i gioielli ma, secondo una legenda, prima di compiere il furto fu miracolosamente immobilizzato dalla Vergine. 

Accanto al santuario sorge il Monastero dell’Alta Sede (oggi trasformato in una struttura ricettiva) che sino al 1700 ospitava nei periodi meno freddi dell’anno i monaci della Congregazione del Beato Pietro De Pisis. Il Monastero è antecedente al santuario ed è costruito intorno al 1200. Detto dell’Alta Sede, poiché posto in cima alla montagna, rispetto all’ex monastero della Bassa Sede che si trovava invece a Calabritto.  

Dal belvedere alle spalle del santuario si possono ammirare l’intera Valle del Sele, i monti Alburni, la Riserva Marzano Eremita.. 

E’ raggiungibile da Calabritto in pochi minuti in auto. 

Santuario della Madonna del Fiume,

Nel cuore dei monti Picentini, è immerso in una grandiosa e scenografica grotta carsica ricca di stalattiti e stalagmiti a 599 metri d’altezza. La chiesetta, costruita in argilla intorno al 1500, contiene la statua della Madonna del Fiume, omaggiata ogni anno nel giorno del Lunedì in Albis dai devoti della Valle del Sele. Sul “soffitto naturale” dell’edificio sacro pendono decine di stalattiti e ciuffi di edera e muschi, tipici della vegetazione fluviale, poiché nella gola sottostante il santuario scorre il fiume Zagarone. Le pareti sono state recentemente affrescate con scene del Vangelo dopo che gli originari dipinti si sono usurati nei secoli. 

All’interno della chiesa ci sono dei riti che appartengono alla tradizione popolare: raccogliere i cosiddetti “capelli della Madonna”, ciuffi di un erba profumata che cresce sulla “parete naturale” alle spalle della statua; bere il “latte di Maria”, ovvero una goccia d’acqua che sgorga perennemente da una stalattite, dalla particolare forma di un seno, considerata di buon auspicio per le donne gravide o partorienti.  

Si raggiunge a piedi in 45 minuti da un sentiero che parte della località di Ponticchio, nota per le sorgenti e i castagneti.

Santuario della Madonna di Grienzi

Situato in un pianoro verdeggiante a 931 metri di altezza, nel cuore del comprensorio del monte Pollaro. La vegetazione bucolica e la presenza di sorgenti e torrenti, rendono l’atmosfera di Grienzi particolarmente suggestiva. 

La chiesetta è recente, costruita intorno tra il 1600 e il 1700 ha un'unica navata, in fondo alla quale c’è l’altarino con il giaciglio in cui è riposta la bella statua della Vergine dai lineamenti semplici. E’ stata ammodernata agli inizi del ‘900, e ospita ogni anno, nella notte del primo sabato successivo al Solstizio d’Estate, il pellegrinaggio di numerosi fedeli di Calabritto e della Valle del Sele, che raggiungono il Piano di Grienzi per omaggiare la Madonna e riportarla, all’alba della domenica, in paese, dopo un cammino di tre ore a piedi lungo un antico sentiero. 

Accanto al santuario è presente uno stanzone con annessa cucina e un’area pic-nic ricoperta da ombrosi faggi secolari. Il Piano di Grienzi si può raggiungere anche in auto da Calabritto (circa 45 minuti), con l’ultimo tratto del percorso che segue la pista di una stradina non asfaltata (per cui è consigliabile arrivarci con fuoristrada o crossover o autovetture trazionate).    

Cascata del Tuorno

La cascata del Tuorno (che si trova ad una altitudine di 410 metri) è formata dal torrente Ponticchio che subito dopo confluisce con il Rio Zagarone. E’ immersa nel verde della valle dello Zagarone, o forra di Calabritto, circondata da salici, faggi e una vegetazione tipicamente fluviale. E’ raggiungibile in pochi minuti, in auto, dal centro del paese. E’ nota per essere una delle più spettacolari cascate del paese. E' formata da quattro salti, di cui tre ben visibili ed uno più nascosto. E' alta complessivamente 16 metri. 

La cascata de Lu Bard'natore (che si trova ad una altitudine di 570 metri) è la più alta dei monti Picentini con i suoi 55 metri complessivi, suddivisi in quattro salti. E' originata dal torrente Vallone del Lupolo e si può ammirare lungo il sentiero Ponticchio-Grotta della Madonna del Fiume. Considerato lo scenario naturalistico, è tradizione fermarsi sotto la cascata per scattare delle foto sormontati dal gettito d'acqua dell'ultimo salto. E' presente un sentierino, appena prima di raggiungere il guado che attraversa il torrente Vallone del Lupolo, che, se risalito, consente di ammirare da vicino i primi salti, situati più in alto.  

La cascata Lu Furniddu (che si trova ad una altitudine di 825 metri) è in un contesto naturalistico che ricorda quello di una foresta tropicale. Si trova all'imbocco della cosiddetta Valle del Diavolo (nel dialetto locale detta "ru chiuso", per la particolare conformazione geografica del luogo, una gola strettissima e buia). La cascata è posta alla confluenza tra il torrente Vado Carpino (che forma il primo salto) e il torrente Rivezzuolo. Dalla loro unione nasce il rio Zagarone. I salti in tutto sono tre (il più spettacolare è il primo) e l'altezza complessiva è di 25 metri. Si raggiunge scendendo a vista dal sentiero Acero Chiuso-Grienzi. Il fortissimo scroscio dell'acqua indica la vicinanza della cascata, coperta dalla faggeta fino al raggiungimento di un punto panoramico.    

La cascata Ru Muleni ru l'alizzi (che si trova ad una altitudine di 630 m) è formata dal rio Zagarone, all'uscita dalla gola detta Valle del Diavolo. A originarla è un unico salto di 35 metri circa. L’imponente balzo dello Zagarone si può ammirare, da un belvedere posto sul sentiero Acero Chiuso-Grienzi, che sormonta la gola del fiume. La si può raggiungere, invece, solo se muniti di corde e attrezzature specifiche, calandosi a vista nella gola. 

La fonte della Sauceta

La fonte della Sauceta (Saliceta in italiano, altitudine 425 metri) si trova poco lontano dall'abitato di Calabritto ed è raggiungibile anche a piedi. E' posta appena al di sopra della strada comunale Piscone-Tuorno. All'altezza della sorgente si trova una fontana con due bocche d'acqua sormontate da muschi ed edera. La sorgente genere un piccolo corso d'acqua (torrente della Saliceta) che a valle confluisce nel rio Zagarone.   

Le sorgenti di Vado Carpino sono tra le più copiose del paese. Si trovano sulla strada comunale Gaudo-Piano Sazzano a 1.134 metri d'altezza e sono formate da quattro piccoli gruppi sorgentizi appartenenti al monte Cervarulo. E' presente una vasca-abbeveratoio e una fontana.  

Ponticchio-Acquara (altitudine 632 metri) è il complesso sorgentizio più importante di Calabritto. E’ situato lungo la strada comunale di Ponticchio-Scatuorchio. Le sorgenti danno origine all'acquedotto che, insieme alle vicine fonti di Noce Forchione disseta non solo Calabritto, ma oltre centocinquanta comuni della provincia di Salerno. Vicino alle sorgenti c'è un area picnic immersa tra faggi e castagneti.  

Le Fonti del Cantariello si trovano a valle di Quaglietta sulla riva destra del fiume Sele. Danno origine ad un gruppo sorgentizio convogliato nell’acquedotto Asis, che disseta non solo Calabritto, ma oltre centocinquanta comuni della provincia di Salerno. Facilmente raggiungibili dalla strada comunale Quaglietta-Cantariello, sono dotate di un’area pic-nic immersa in una vegetazione tipicamente fluviale. Nei pressi è situata la chiesetta di Santa Maria delle Grazie risalente al ‘700.

 

Monte Cervialto

Il monte Cervialto (1.809 metri) è la vetta più alta dei monti Picentini e della provincia di Avellino. E'  la quinta più alta della Campania dopo Miletto, Gallinola, Cervati e Mutria. La maggior parte del massiccio si trova nel territorio comunale di Calabritto, mentre la vetta sancisce il punto di confine con il comune di Bagnoli Irpino. L'ascesa alla cima è agevole da Piano Migliato (1.210 metri) sia attraverso un sentiero, sia salendo a vista. A 1.300 metri d'altezza inizia la pietraia che prosegue sino alla vetta. La cresta del monte è formata da tre cime di 1.804 metri, 1.808 metri (anticima, dove è presente una stazione radio dei Vigili del Fuoco), e 1.809 metri (punto trigonometrico). Tra le cime c'è una spettacolare depressione che nel periodo primaverile, quando iniziano a sciogliersi le nevi, si trasforma in un grande specchio d'acqua circolare. Dalla cresta è possibile ammirare il golfo di Salerno e la costiera Amalfitana da un lato, l’Altopiano di Laceno e il Tavoliere delle Puglie dall'altro. 

La cresta di Cervarulo (1.632 metri) è una delle vette più alte dei Monti Picentini. E' interamente situata nel territorio comunale di Calabritto. E' ben visibile, maestosa, da Piazza Matteotti. Cervarulo è uno dei monti più nevosi dell'intera dorsale appenninica, imbiancato insieme al Cervialto già in autunno. La cresta è spoglia di vegetazione, mentre le sue coste sono note per essere particolarmente ricche di prodotti del sottobosco (funghi, tartufi, frutti di bosco). La montagna è molto ricca d'acqua e da essa nascono diversi rami sorgentizi che generano le sorgenti di Vado Carpino (1.134 metri). E' facilmente raggiungibile attraverso un sentiero montano. 

Il monte Calvello (1.579 metri) è una vetta che si trova ai confini del territorio di Calabritto con i comuni di Caposele e Lioni. E' facilmente raggiungibile con un sentiero che parte dal piano di Sazzano (1.270 metri). La parte alta della montagna è interamente spoglia e dalla caratteristica forma triangolare, simile a quella di una piramide. Al comprensorio del Calvello appartengono i monti di Grienzi e il massiccio di Pollaro. Essendo collocato in una zona molto aspra è ricco di fauna selvatica, in particolare cinghiali, tassi, ed è stimata almeno una colonia di lupi appenninici. 

La cima dell'Altillo (1.432) inizia ad ergersi appena a monte dell'abitato di Calabritto. Dal paese, infatti, si scorge panoramico il monte dalla caratteristica forma piramidale. Alle pendici dell'Altillo, il monte più "amato" e frequentato dai calabrittani, ad un altezza di 945 metri, sorge il santuario della veneratissima Madonna della Neve. Proprio dal santuario parte il sentiero più agevole che conduce verso la cima. La prima parte del percorso risale i noti castagneti di Calabritto, da cui viene prodotta la castagna dop di Montella. Dalla vetta sono visibili il golfo di Salerno e la piana del Sele.  

La Fossa

La Fossa è un altopiano situato a 1.100 metri, tra il monte Pollaro (1.282 metri) e le due creste di Lagarelli (1.414 metri e 1.419 metri). E' uno dei posti più panoramici delle montagne calabrittane. E' un altopiano livellato e allungato lungo la dorsale delle due montagne, con una vegetazione mista. Si alternano ampie praterie a faggete e pietraie. A tratti il paesaggio è lunare. Le sfumature che si incrociano a la fossa meritano un "book" fotografico in ogni periodo dell'anno. Si raggiunge con un sentiero che parte dal Piano di Grienzi (931 metri).

La Pineta del Gaudo è un pianoro montano a 1.010 metri d'altezza lungo la strada inter-comunale Calabritto-Laceno. E' dotato di un'area pic-nic e di un casone del Corpo Forestale. E' una delle aree dei monti Picentini con il maggiore numero di pini, che da quasi un secolo formano un fittissimo e fresco bosco lungo la costa del monte La Balzata (1.350 metri). Dal pianoro parte anche il sentiero che conduce al monte Polveracchio (1.790 metri), passando per la Caserma Forestale di Senerchia.

Piano Migliato è l'altopiano più conosciuto delle montagne calabrittane. Si trova a 1.170 metri lungo la strada intercomunale Calabritto-Laceno, alle pendici del monte Cervialto. Il piano è dotato di un'ampia area pic-nic con numerosi gazebo in legno, aree barbecue e area giochi per i più piccoli. Da Piano Migliato si può raggiungere il vicino altopiano del Laceno in soli dieci minuti. Dal Piano partono sentieri per raggiungere i monti Cervialto (1.809 metri), Cervarulo (1.632) e le sorgenti di Vado Carpino (1.100 metri). 

La "tundra" di Sazzano, a 1.261 metri d’altezza, è l'altopiano più esteso del territorio comunale di Calabritto, ai confini con Caposele. Lo si raggiunge dalla strada intercomunale Calabritto-Piano Sazzano. L'altopiano è situato tra i monti Cervialto (1.809 metri), Calvello (1.579 metri) e Aria della Preda (1.417 metri). E' un immenso pianoro livellato, con una vegetazione molto variegata. Nella parte più alta si incrocia una flora simile a quella che ospita la "tundra": licheni, muschi e bassi arbusti, alternati a vaste praterie.